Gestalt Therapy hcc Kairos

lunedì 26 giugno 2017

La vergogna nella coppia come possibilità per una nuova intimità…

 Sotto il profilo psicoterapeutico, quando si è davanti alla vergogna nel lavoro di coppia ci si trova in un passaggio delicato, perché si sperimenta la possibilità che emergano parole legate a vissuti personali mai comunicati e, in relazione a questo, la paura di far riaffiorare e rivivere ferite mai sanate prima. Ma allo stesso tempo questa è una possibilità che diventa occasione propizia per i partner, il next’ che permette di superare quello che blocca il loro autentico stare insieme, proprio perché dove c’è la vergogna – e con essa la paura e la sensazione di non essere accolti – lì c’è anche una intenzionalità di contatto rappresentata dal desiderio inespresso di vicinanza, di intimità al fine di raggiungere pienamente l’altro. E il lavoro terapeutico si concentra proprio partendo da questa possibilità che i partner sperimentino un contatto sano con l’altro. In questo interscambio di dipendenza e autonomia tra i due, può aver luogo una nuova intimità, in cui potersi riconoscere e accogliere nelle altrui diversità e quindi sperimentare una solida appartenenza, dove nudità e sicurezza potranno coesistere in forma armonica.

Daniele Marini, La vergogna nella coppia: un appello all’intimità, in GTK 4, Rivista di Psicoterapia, Dicembre 2013, pagg. 131-132






giovedì 22 giugno 2017

Continuare a comunicare anche senza capirsi…

 Il buon funzionamento di una coppia coniugale, e ancor più genitoriale, non implica l’assenza di conflitti o la soluzione precoce degli stessi, ma la capacità di rimanere aperti a un’altra prospettiva che include il pensiero dell’altro, che è diverso dal proprio, senza ricercare o dimostrare necessariamente di possedere la verità (Salonia, 2009). A volte tutto questo determina smarrimento di sé e delusione nei confronti dell’altro, sofferenze e incomprensioni. Riconoscere che il pensiero dell’altro, seppur diverso dal nostro, ci parla anche di noi, delle nostre paure e difficoltà, è importante per non rimanere cristallizzati sulle modalità iniziali di vivere il rapporto, e per aprirsi a nuove risorse ed energie creative per crescere nella relazione con l’altro, facendo in modo che ciò possa diventare pienezza per entrambi nella coppia. Far dialogare le differenze e le contraddizioni dentro e fuori di noi è il confine labile e incerto tra la possibilità di pienezza o di fallimento della coniugalità e della genitorialità. La crescita ha bisogno di due prospettive e di uno stile educativo che non sia né scisso, né inconciliabile. Se c’è rispetto e gratitudine per il pensiero dell’altro, qualunque soluzione risulterà altamente educativa.



Valeria Conte, Coparenting e Gestalt Therapy tra pienezza e fallimenti della traità primaria, in Aluette Merenda (ed.), Genitori con. Modelli di coparenting attuali e corpi familiari in Gestalt Therapy , Assisi 2017, Cittadella Editrice, pagg. 138-139


martedì 20 giugno 2017

A piedi nudi. Percorsi di Danzaterapia e Gestalt Therapy...

Tra i luoghi più intimi dell’anima, al ritmo vibrante di un cuore che batte, piedi nudi danzano e celebrano la vita. E’ la danza di corpi, di spazi infiniti che insieme, nella relazione, creano un confine in cui i valori, le personalità, i modi di affrontare la vita, costituiscono i passi di una reciprocità meravigliosa e intima.
E in questo movimento qualcosa muta, cambia forma, aspetto, cresce. E’ il potere salvifico della danza che lenisce le ferite e guarisce, restituendo al corpo la sua ‘casa’, in cui può finalmente abitare. ‘A piedi nudi’ è il racconto di un viaggio sicuramente personale in cui i principi della Gestalt Therapy e la forza creativa delle Artiterapie si fondono e si trasformano in una danza che vuole divenire importante strumento di cura. 
La GT, attenta al viaggio relazionale di ogni Organismo, si accosta in modo particolare al lavoro corporeo proprio della danzaterapia che altro non è se non la ‘danza dell’incontro’. Su scenografie/sfondi già esistenti ma che di volta in volta s’impreziosiscono di particolari e si ricostruiscono, piccoli passi raccontano la ricchezza dell'incontro tra esseri unici che diventa dono e crea nuove coreografie/contatti che allargano i confini del proprio Se e aumentano la consapevolezza dei propri vissuti.

Tesi di Specializzazione “A piedi nudi. Percorsi di Danzaterapia e Gestalt Therapy”, Dott.ssa Valentina Belfiore, sede di Ragusa, 19 Maggio 2017







lunedì 19 giugno 2017

Genitori-troppo amici, genitori-troppo coppia…

 Vediamo infine, viceversa, alcuni modi inadeguati di svolgere la funzione genitoriale. Ambedue i genitori rimangono bloccati nella funzione-Personalità filiale. Non hanno maturato vissuti corporei genitoriali, non riescono a sentire la responsabilità della loro dimensione genitoriale, restano legati a modalità non evolute del loro essere figli e instaurano una interazione con i figli di tipo amicale, paritario. In queste situazioni molto spesso è presente un “patriarca” che gode la stima di tutto il clan e nella cui saggezza si rifugiano. Il rischio è che i figli crescano nella confusione.
I genitori rimangono bloccati nella loro dimensione di coppia, vivendo l’essere genitori come minaccia per la propria relazione. In casi del genere, sono spesso presenti conflitti di coppia non espressi che ostentano una forte coesione di coppia proprio per non esporsi ai rischi di affrontare ciò che temono. La loro vita di coppia non ha dunque, in realtà, una maturità che possa farli sentire liberi e capaci di aprirsi a una dimensione generativa appagante. I figli, sentendosi poco interessanti per i genitori, esasperano la dimensione dell’autosostegno e approdano anche a processi di autogenitorializzazione. Si ritrovano a essere degli “orfani affettivi” che solidarizzano bene nei legami paritari tra fratelli.

Giovanni  Salonia, Verso un nuovo stile di cogenitorialità. La prospettiva gestaltica, in Aluette Merenda (ed.), Genitori con. Modelli di coparenting attuali e corpi familiare in Gestalt Therapy, Cittadella Editrice, pag. 120



sabato 17 giugno 2017

La qualità del contatto fra i membri della famiglia …


Nelle terapie familiari l’approccio passa dalla matrice psicodinamica alla teoria dei sistemi, alla cibernetica, alla teoria strutturale. I terapeuti della Gestalt cominciano a dare spazio agli aspetti relazionali dei membri della famiglia: la dinamica delle polarità, il dialogo con le sedie (vuote o calde) ed in particolare il ciclo di contatto. Entriamo nella seconda fase della GFT. In particolare, Joseph Zinker e Sonia Nevis creano un modello di terapia familiare gestaltica che integra le acquisizioni precedenti con la teoria del contatto. Al centro della scena c’è ora la qualità del contatto fra i membri della famiglia. 



Per conoscere la Terapia Gestaltica Familiare non perdere la presentazione del LIBRO DI G. SALONIA "Danza delle Sedie e Danza dei pronomi. Terapia Gestaltica Familiare", Domenica 18 Giugno 2017 alle ORE 12.00 - RAGUSA IBLA c/o SANTA TERESA .
L'ingresso è gratuito.